Varicella: che cos’è e quanto dura

La varicella è uno dei malanni tipici dell’infanzia e tra i più contagiosi. Fa parte delle malattie esantematiche poiché, come scarlattina, morbillo e rosolia, si manifesta tramite esantemi, vale a dire eruzioni cutanee molto diffuse, le inequivocabili bolle. Ma che cos’è la varicella nello specifico?

Che cos’è

La varicella è una patologia di origine infettiva, causata dal VZV (virus Varicella-Zoster), un virus del gruppo degli Herpes, che colpisce l’uomo. Solitamente si diffonde con maggiore probabilità nel tardo inverno o ad inizio primavera, colpendo in genere i bambini tra i 5 e i 10 anni di vita, ecco perché la maggior parte della popolazione adulta, avendola contratta da piccoli ne è immune (anche se, in rari casi, potrebbe essere recidivante manifestandosi tramite il fuoco di Sant’Antonio).

Contagio

La trasmissione della varicella avviene per via aerea, per inalazione di goccioline respiratorie emesse con la tosse, starnuti o semplicemente parlando con una persona malata, oppure ancora, per contatto diretto con la saliva o il liquido contenuto nelle vescicole cutanee.

Sintomi

La varicella resta latente (in incubazione) in genere da una a tre settimane. Dopo di che si sviluppano i primi sintomi: malessere generale, mal di testa e spesso febbre, seguiti dalla comparsa di pustole che interessano prima il torace e il volto per poi diffondersi al resto del corpo. Queste bolle assomigliano a foruncoli, alcune hanno in cima piccole vesciche contenenti un siero giallo. Solitamente rimangono per cinque o sei giorni, prima di divenire crosticine, e continuano ad apparirne di nuove per 3 giorni.

Quanto dura

Questa fase dura circa una decina di giorni. La febbre alta può persistere anche per 5 giorni, per poi diminuire gradualmente in fase di guarigione, ma ci vorrà invece molto più tempo e pazienza affinché spariscano totalmente da tutto il corpo, le croste delle pustole, il contagio ad altri, invece, è possibile da 48 ore prima, a circa 6 giorni dopo la comparsa delle vescicole.

Come si cura

Non esiste una terapia specifica. Si interviene solo sui sintomi, in particolare con antifebbrili o antinfiammatori come il paracetamolo, per abbassare febbre e alleviare il malessere. Alcuni pediatri suggeriscono di somministrare antistaminici per ridurre il prurito; sebbene le pustole siano molto pruriginose, bisognerà resistere allo stimolo di grattarsi, poiché se sfregate, possono lasciare piccoli segni permanenti.
Nei casi più gravi e fastidiosi, può essere suggerita anche l’assunzione di un farmaco antivirale, che contribuisce ad attenuare i sintomi, rendendo la malattia meno aggressiva e riducendone la durata. La varicella può essere prevenuta con una vaccinazione.

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